PARCO URBANO DI MONTE CIOCCI

 

1 Luglio 2004
Parco Urbano attrezzato di Monte Ciocci, Area demaniale compresa tra via delle Medaglie d’oro, via Simone Simoni, via Anastasio II, via Baldo degli Ubaldi, via di Valle Aurelia, Ferrovia Roma Viterbo (Fm3)


COMUNE DI ROMA
Dipartimento VI Programmazione e Pianificazione Del Territorio-Roma Capitale
U.O. N. 4 UFFICIO PROGRAMMA ROMA CAPITALE


Obiettivi
I cittadini e le associazioni, in una petizione pubblica, chiedono all’Amministrazione comunale di intervenire sull’area di Monte Ciocci al fine di recuperarla a ”parco verde pubblico attrezzato per tutti”.
Il Monte Ciocci, legato nell’immaginario collettivo alle scene del film di Ettore Scola “Brutti, sporchi e cattivi”, costituisce oggi quasi ostacolo invalicabile alla continuità funzionale, ambientale e visiva tra le zone limitrofe di Balduina, Trionfale, Cipro-Ammiragli e Valle Aurelia.
Il progetto di Parco urbano attrezzato coordinato dall’Ufficio Roma Capitale si propone di individuare ed avviare le iniziative necessarie a riqualificare e valorizzare dal punto di vista ambientale, culturale e funzionale la collina e le sue pendici, di cui la maggior parte dei romani non riesce a figurarsi alcuna immagine.
L’attuazione del progetto potrà rivelare alla città un belvedere straordinario ora inaccessibile, dove la visuale, traguardando il colle Vaticano, nella cornice dei Colli Albani, potrà spaziare dai monti Prenestini ai Tiburtini, comprese le tre cime del Velino e, verso nord, arrivare a percepire il gruppo dei monti Reatini con la cima del Terminillo.
Obiettivo del progetto è dunque esaltare le potenzialità ambientali e storiche di questa vasta area demaniale non utilizzata emergente nel paesaggio urbano della città centrale, percepita oggi come barriera fisica tra quartieri, con interventi che connotino il Parco urbano di Monte Ciocci come spazio di verde pubblico di connessione tra i Parchi del Pineto e di Monte Mario e luogo di cerniera tra ambiti urbani limitrofi con differenti caratteristiche.
Il progetto di Parco prevede:
la realizzazione di aree riservate al gioco per bimbi e ragazzi;
la realizzazione di nuovi spazi verdi fruibili in primis dagli abitanti delle zone vicine densamente popolate e carenti di spazi verdi attrezzati (Balduina, Trionfale, Cipro-Ammiragli e Valle Aurelia) ed il recupero del verde naturale esistente;
il miglioramento dell’accessibilità all’area dal nodo di scambio Valle Aurelia (FM3 - Metro A) e dalle zone adiacenti attraverso la realizzazione di percorsi pedonali e ciclo - pedonali collegati con il sistema dei percorsi cittadini (futura pista ciclabile FM3 da S. Maria della Pietà a Monte Ciocci, collegamento con il sistema dei Parchi - Monte Mario e Pineto - e con il sistema delle emergenze storico-culturali);
il riuso dei manufatti storici esistenti: la Batteria Bini, formata da due casematte in mattoni a vista e dal rilevato del fossato (vedi scheda 3);
la valorizzazione del ruolo dell’Istituto agro-ambientale “Domizia Lucilla” ed il miglioramento dell’accessibilità alla scuola;
la realizzazione di attrezzature sportive sul versante verso Valle Aurelia sulla copertura della galleria artificiale dell’FM3.

Criteri progettuali
Il progetto è stato sviluppato sulla base degli obiettivi prefissati e dello studio delle vicende storico- urbanistiche dell’area (vedi scheda 2), ma soprattutto ha tenuto conto di principi ispiratori volti al soddisfacimento delle richieste sostenute con passione da cittadini e associazioni, fruitori del futuro Parco, che sono state tradotte in un sistema di interventi attuabile per fasi (vedi tavola 1).
Gli interventi proposti:

VALORIZZAZIONE DEL SISTEMA DEL VERDE
Si prevede la ricostituzione di un ambiente naturale in continuità con il sistema ambientale del Parco del Pineto.

REALIZZAZIONE DI AREE ATTREZZATE
PARCO GIOCO BAMBINI E RAGAZZI: se ne prevede la localizzazione sul versante prospiciente il Parco del Pineto nell’area in prossimità dell’accesso da via Lucio Apuleio (vedi tavola 2). Il parco si ispira ad un progetto pedagogico che intende garantire al bambino uno spazio di esperienze – gioco privo di adulti che mettono divieti, dove l’avventura, la sperimentazione, l’esplorazione individuale e di gruppo sia strumento primario di fruizione e conoscenza (vedi scheda 1);
AREA PER ATTIVITA’ LIBERE NEL VERDE: si prevede di localizzare questa funzione nell’area, da riqualificare, attualmente utilizzata in modo improprio e senza titolo dai pastori. Le attività previste dovranno integrarsi con un uso naturale del verde ed essere orientate alle esigenze dei giovani consentendo movimenti, esercizi e giochi in modo destrutturato, esplorativo, creativo;
SPAZIO CANI, CENTRO ANZIANI E PARCO GIOCO BIMBI: se ne prevede la localizzazione in prossimità dell’antenna Rai in via di dismissione una volta che ne sia stato ottenuto lo smantellamento (vedi tavola 3);
BELVEDERE NATURALI: se ne prevede la localizzazione a due diverse quote, la più elevata in adiacenza ai campi sportivi della scuola, l’inferiore sul pianoro sottostante verso via Anastasio II, previa verifica geologica delle condizioni del versante.

ACCESSIBILITA’ AL PARCO
Si prevede di realizzare:
un accesso da via Anastasio II identificabile come “Porta del Parco” che riutilizzi nel sistema di risalita i percorsi e manufatti militari esistenti (vedi tavola 4);
un accesso da viale Medaglie d’Oro che riutilizzi anche i percorsi militari dismessi.

PERCORSI CICLO PEDONALI
Si intende garantire la completa accessibilità e fruizione del Parco attraverso la realizzazione, nel rispetto dell’ambiente naturale, di percorsi pedonali e ciclopedonali:
la prosecuzione della pista ciclabile–parco lineare prevista sulla FM3 come asse portante di questa rete di percorsi. Il tracciato collegherà l’attestamento della pista, previsto su via Lucio Apuleio, con via Domizia Lucilla affiancando in parte il percorso del Campo trincerato Tevere, per poi riconnettersi con il Parco di Monte Mario sfruttando i tracciati militari esistenti in direzione di viale Medaglie d’Oro. Il ramo principale della pista, proseguendo dietro la scuola lungo il versante prospiciente Valle Aurelia, raggiungerà il ponte ferroviario in disuso per collegare la pista al sistema della mura vaticane, al Parco Piccolomini e alla Villa Pamphili. L’attrezzatura della pista prevede lungo il percorso aree di sosta e di ombreggiatura, soprattutto in prossimità dei due belvedere naturali a diverse quote con vista panoramica a 360° dal Parco di Monte Mario al Pineto;
un collegamento pedonale all’Istituto “Domizia Lucilla” dalla fermata FM3 Proba Petronia, che attraversa il Parco;
un collegamento pedonale con il Parco del Pineto.
Connesso con il tema dell’accessibilità è quello della sosta. Per garantire l’utilizzo del Parco e delle sue attrezzature in primis ai disabili si prevede di realizzare un parcheggio su via Domizia Lucilla in prossimità dell’antenna RAI.

RECUPERO DELLE PREESISTENZE STORICHE
Si prevede di:
valorizzare e recuperare funzionalmente il sistema del Campo trincerato Tevere (tra la collina di Monte Mario e la collina di Monte Ciocci) mediante il recupero funzionale della Batteria Bini, costruzione in mattoni ancora praticabile, e dei manufatti e opere d’arte militari (vedi tavola 5);
valorizzare e recuperare funzionalmente il ponte ferroviario realizzato nel 1920 attualmente in disuso ed il tratto di ingresso della galleria ferroviaria dimessa.

VALORIZZAZIONE DELL’ISTITUTO AGRARIO DOMIZIA LUCILLA
Per la sua peculiare collocazione al centro della città si prevede di valorizzare, con la collaborazione di insegnanti e studenti, le potenzialità della scuola come polo culturale e di educazione agro- ambientale aperto alla fruizione dei cittadini.

RIQUALIFICAZIONE DI PIAZZALE AMMIRAGLIO BERGAMINI
La piazza costituirà fondale urbano alla via degli Ammiragli e accesso principale al sistema di risalite su via Simone Simoni e via Pietro De Cristofaro, che sarà creato per ricucire il piano stradale con il percorso pedonale di mezzacosta di collegamento delle coperture a verde dei parcheggi interrati di via De Cristofaro e via Simoni.

RECUPERO DEL VERSANTE DELLA COLLINA SU VIA SIMONE SIMONI E VIA PIETRO DE CRISTOFARO
Si prevede di valorizzare e recuperare da punto di vista funzionale e ambientale le coperture dei due parcheggi privati su via Simoni e De Cristofaro come aree di sosta intermedie del sistema di risalite verso il Parco di Monte Ciocci.

CONSOLIDAMENTO DEL VERSANTE DELLA COLLINA LATO VALLE AURELIA
E’ in corso di redazione da parte delle Ferrovie, su indicazioni dell’Ufficio Programma Roma Capitale, un progetto di consolidamento del versante occidentale, interessato dai lavori di realizzazione della linea ferroviaria FM3 (Giubileo 2000) e dalla realizzazione dell’anello ferroviario (campionati Mondiali di Calcio 1990). Successivamente alle opere di consolidamento sarà progettato l’accesso al Parco da Valle Aurelia, in collegamento con l’ambito interessato dal Programma di Recupero Urbano ex art. 11.


Fasi di attuazione del progetto di Parco
Il progetto di Parco sarà attuato per fasi successive (vedi tavola 6).
LA PRIMA FASE, che potrà concludersi entro il 2005, prevede l’avvio del Parco con la realizzazione di:
 UN PARCO GIOCO BAMBINI E RAGAZZI (1a);
 UN PERCORSO CICLO - PEDONALE in prosecuzione della pista ciclabile–parco lineare prevista sulla FM3. Il tracciato collegherà l’attestamento della pista previsto su via Lucio Apuleio con via Domizia Lucilla (1c).
 Ove si concluda l’accordo con la Scuola sarà realizzato UN PERCORSO PEDONALE PANORAMICO (1b) che traguarda la Riserva di Monte Mario ed il colle Vaticano e raggiunge il belvedere su via Anastasio II, per far conoscere ai romani questo straordinario punto di visuale naturale. L’attrezzatura del percorso prevede aree panoramiche di sosta e zone ombreggiate.
 UNA PICCOLA AREA DI PARCHEGGIO PER DISABILI E UN PICCOLO SPAZIO PER I CANI (1d), in prossimità dell’antenna RAI.

LA SECONDA FASE, che potrà concludersi entro il 2006, prevede la realizzazione di:
 DUE BELVEDERE NATURALI SU VIA ANASTASIO II E VIA DI VALLE AURELIA (2a);
 UN SISTEMA DI RISALITE DA VIA ANASTASIO II (2c);
 UN PARCO PER ATTIVITA’ LIBERE (2b).

LA TERZA FASE, che potrà concludersi entro il 2008, prevede:
 LA RIQUALIFICAZIONE PIAZZALE AMMIRAGLIO BERGAMINI (GIOCO BIMBI, SOSTA PER LETTURA, SPAZIO LIBERO A VERDE) E RISALITE VERSO IL PARCO DI MONTE CIOCCI COMPRESO IL RECUPERO CICLOPEDONALE DEL PERCORSO MILITARE DI ACCESSO A MONTE CIOCCI DA VIALE MEDAGLIE D’ORO (3a);
 UN CENTRO ANZIANI E UN PARCO GIOCO BIMBI SU VIA DOMIZIA LUCILLA (3 b);
 IL RECUPERO FUNZIONALE DEL SISTEMA DELLA BATTERIA BINI (CASEMATTE E MURA) (3c).


Nodi da sciogliere per l’attuazione del Progetto
Ricollocare i pastori che occupano attualmente senza alcun titolo il versante della collina verso Valle Aurelia prima della realizzazione del parco gioco bimbi e ragazzi per offrire le necessarie garanzie di sicurezza ai futuri fruitori del Parco.
Avviare la procedura per la dismissione dell’antenna RAI.
Avviare le procedure di esproprio per la realizzazione dell’intervento di riqualificazione di piazza Ammiraglio Bergamini.
Avviare trattative con il Demanio dello Stato, proprietario dell’area di intervento, in larga parte data in concessione al Comune di Roma, per un’acquisizione a fini sociali della stessa (a titolo gratuito?).


Budget
La spesa per la realizzazione dell’intervento è stata valutata a livello preliminare su base parametrica.
Il budget attualmente a disposizione dell’intervento proviene dalla ripartizione tra RFI S.p.A. e Comune di Roma del finanziamento per il “Potenziamento della linea ferroviaria Roma-Viterbo: raddoppio ed elettrificazione del tratto S. Pietro –La Storta” (ex lege 396/90).
Finanziamento disponibile: €. 289.140,00. L’importo potrebbe essere integrato con eventuali economie, pari ad €. 562.486,85, relative all’acquisizione non onerosa (è stato richiesto l’intervento in tal senso dell’Assessore Minelli) dal Demanio dello Stato dell’area sul versante della collina Ciocci verso valle Aurelia necessaria per l’attestamento della pista ciclabile che correrà sul sedime dell’FM3.
In tal caso il budget assommerebbe ad €. 851.626,85.
Per avviare la realizzazione del progetto di Parco andrebbe reperita la somma di €. 536.000,00 in fase di assestamento di bilancio, salvo poi recuperarla alla conclusione positiva della trattativa con il Demanio.
Il costo di realizzazione della PRIMA FASE DEL PROGETTO è stato calcolato infatti pari a circa €. 825.000,00 IVA compresa.
Per la realizzazione della SECONDA FASE DEL PROGETTO occorrono circa €. 1.300.000,00 IVA compresa, fatte salve le verifiche geologiche sulla stabilità del versante su via Anastasio II.
Il costo di realizzazione della TERZA FASE DEL PROGETTO è stato calcolato pari a circa €. 1.050.000,00, IVA compresa, escluso il restauro dei manufatti della Batteria Bini e il recupero dell’ex strada militare di accesso all’area fortificata, non attualmente quantificabile.


SCHEDA 1
Elementi funzionali del progetto


PARCO GIOCO PER BAMBINI

ATTIVITA’ DI MANIPOLAZIONE:
SOLLECITANO IL CONTATTO CON GLI ELEMENTI NATURALI

1. FONTANA
2. VASCA PER LA SABBIA
3. TERRARI PER LE COLTIVAZIONI (CON LA COLLABORAZIONE DEGLI INSEGNANTI E STUDENTI DELLA SCUOLA)
4. LAGHETTO

ATTIVITA’ DI GIOCO LIBERO:
FANTASTICARE, NASCONDERSI, CERCARE, INCONTRARE PERSONAGGI, REALI O FANTASTICI

1. STRUTTURE LUDICHE COMPLESSE: CASTELLO
2. LA ZONA BOSCATA E LE COLLINE: (IL VIAGGIO) SERVONO A SOLLECITARE LA SETE DI SOGNI LIBERI DI COSTRUIRSI UN ITINERARIO PERSONALE
3. LE FUNI
4. PASSAGGIO TRA LE COLLINE
5. IL PONTE SOSPESO
6. IL LABIRINTO
7. LA CASETTA PER GLI UCCELLI
8. LA GALLERIA
9. LA GROTTA
10. LA CASETTA DI PAGLIA

ATTIVITA’ DI SOCIALIZZAZIONE:
FAVORIRE L’INCONTRO E LA CONVERSAZIONE E LE ATTIVITA’ DI RAPPRESENTAZIONE

1. TEATRO: ALLESTIMENTO DI SPAZIO- SOSTA DOTATO DI ATTREZZATURE PER L’INCONTRO E LA CONVERSAZIONE;
2. PICCOLO CHIOSCO CHE DISTRIBUISCA ALIMENTI NATURALI ADATTI AI BAMBINI

SISTEMA DEL VERDE

1. MANTENIMENTO DELLA VEGETAZIONE ESISTENTE
2. INSERIMENTO DI NUOVE ESSENZE: STIMOLARE I SENSI DEL BAMBINO ATTRAVERSO FORME, COLORI E PROFUMI (BORDI FIORITI, PIANTE AROMATICHE E DA FRUTTO)



SCHEDA 2
Vicende storico-urbanistiche

L’espansione edilizia agli inizi degli anni ’60, dopo aver occupato le aree dismesse delle cave e delle fornaci con la creazione degli attuali quartieri Cipro – Ammiragli e Valle Aurelia, ha incominciato ad interessare anche le aree del Colle.
Il piano regolatore del 1931 prevedeva l’edificazione a villini delle pendici verso la Valle Aurelia e la Valle dell’Inferno e la creazione di un parco privato (Casale Ciocci e Villa Bini) e di un parco pubblico (la sommità del colle attualmente occupata dalla scuola agro-ambientale).
I piani particolareggiati in attuazione del PRG del 1931 prevedevano una più massiccia edificazione delle pendici, soprattutto verso il lato di Viale degli Ammiragli, con la realizzazione di zone a palazzine e intensivi.
Solo grazie alla mobilitazione popolare e alla nuova sensibilità ambientale (nel 1973 settemila persone occuparono il cantiere dove doveva sorgere un insediamento di 30.000 abitanti) le aree più pregiate sono state finalmente tutelate:
- la collina di Monte Ciocci è stata vincolata con una Variante al P.R.G., che confermando la destinazione della maggior parte di esso a zona “N” (Parco pubblico), modificava la destinazione della zona “D” (completamento secondo i Piani del 1931) ancora non edificata, in zona “M3” (attrezzature di servizi pubblici di quartiere);
- le aree del Pineto e di Monte Mario sono state protette con Legge Regionale tramite l’istituzione delle aree protette della “Riserva naturale di Monte Mario” e del “Parco Urbano del Pineto”.
Il Parco di Monte Ciocci, se pure di proprietà pubblica, non è stato realizzato sia per problemi di accessibilità alla parte sommitale fruibile, sia a causa dei lavori di realizzazione dell’anello ferroviario (il cui sdoppiamento dei binari avviene proprio sotto la collina) e di modifica del tracciato previsto dal PRG della linea Roma-Viterbo. Le opere ferroviarie hanno causato seri problemi di natura geo-tecnica al versante della collina prospiciente Valle Aurelia.
La difficoltà nel realizzare il Parco e la preoccupazione per un’eventuale edificazione di parti dell’area a verde hanno spinto i residenti, le associazioni, i comitati e le forze politiche più sensibili a proporre la creazione di un vincolo più stringente per la salvaguardia del Parco, che ha portato, recentemente, alla proposta di inserire “Monte Ciocci” tra le aree protette della Regione Lazio gestite da “Roma Natura”, quale ampliamento della “Riserva naturale di Monte Mario”.
La struttura della proposta progettuale presentata da “Roma Natura” va attribuita ad un progetto di riqualificazione ambientale della collina premiato dall’Amministrazione comunale nell’ambito del concorso per un “Progetto di sviluppo sostenibile e partecipato” bandito dall’USPEL (Ufficio Speciale Partecipazione e Laboratori di Quartiere) nel 1999.
La proposta di sistemazione dell’area (scheda n° 14 del Piano di Assetto della Riserva naturale di Monte Mario) è stata approvata dalla Commissione Ambiente del Comune di Roma e adottata da Roma Natura; il Piano è attualmente depositato presso l’Ufficio Parchi della Regione Lazio. L’inserimento del Parco nella nuova perimetrazione della Riserva Naturale sarà tuttavia operante solo dopo l’approvazione del Piano ed il recepimento con apposita legge regionale.
Questo consente al Comune di avviare fin da subito l’intervento di riqualificazione ambientale, nel rispetto delle linee progettuali indicate da Roma Natura.
La proposta di nuovo PRG, adottata in C.C. il 19-20 marzo 2003, ribadisce per l’area la destinazione del Piano vigente a parco (verde e servizi pubblici di livello locale), a Servizi pubblici di livello Urbano (la scuola) e a verde privato e storico (Villa Ciocci e Villa Bini).
Infine le Ferrovie, a completamento del progetto di ristrutturazione della linea Roma-Viterbo (che ha previsto la realizzazione della nuova fermata Valle Aurelia- Anastasio II sul viadotto tra via Angelo Emo e via Anastasio II, con lo scambio con la linea A della metropolitana mediante due discese attrezzate con scale, scale mobili e ascensori), in collaborazione con i Dipartimenti VII, X e con l’Ufficio Programma Roma Capitale del Comune di Roma, hanno programmato la realizzazione di un parco lineare con annessa pista ciclabile da realizzare sul sedime di copertura della linea ferroviaria da S. Maria della Pietà a Monte Ciocci.
Il progetto definitivo, finanziato per € 5.313.847,60, con fondi della legge 396/90 per Roma Capitale, è in corso di approvazione.


SCHEDA 3
Evoluzione storica dell’area

Il Monte Ciocci costituisce una delle alture che compongono i Monti di Creta, così denominati perché sfruttati, dai tempi antichi, come cave per l’estrazione dell’argilla, utilizzata nella fabbricazione dei mattoni.
Già Lanciani nel 1987 inseriva quest’area all’interno della zona delle vecchie cave, specificando che ”le valli delle Fornaci, del Gelsomino, delle Cave, della Balduina e dell’Inferno appaiono scavate nelle argille di queste colline sia dagli antichi che dagli uomini del Rinascimento e dai moderni.. non sono opera della natura, ma il risultato dello sfruttamento della creta figulina incominciato 2300 anni fa e mai interrotto, da allora”.
Questo uso del suolo, sicuramente documentato in epoca moderna, potrebbe quindi aver condizionato anche la frequentazione del luogo in tempi antichi perché a tutt’oggi non sembrano risultare ritrovamenti di insediamenti storici sulla collina, poco indagata però dal punto di vista archeologico perché scarsamente edificata se si esclude dal 1947 la scuola di Agraria, costituita prevalentemente da serre e manufatti prefabbricati. Da segnalare comunque sulle pendici del rilievo, più specificatamente dalla parte della più intensa urbanizzazione (Balduina) e quindi degli scavi più sistematici, il rinvenimento di «due are funerarie con altrettante iscrizioni greche…in via Appiano…conservate all’interno di una villa privata che non è stato possibile individuare.
Su questo sito gravano comunque due vincoli ex Lege 1089/39, apposti nel ’72 e nel ’78 dalla allora Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici del Lazio, legati il primo al caseggiato di Villa Ciocci (D.M del 22.06.1972; f. 374, part. 5, 6, 8) e il successivo (D.M. 10.01.1978), alle sue pertinenze.
Le carte storiche del resto tramandano una situazione stabile e invariata nel tempo. Una porzione di territorio occupata fin dal ‘600 unicamente dal CASALE CIOCCI appartenuto a Blosio Palladio (m. nel 1550), vescovo di Foligno, segretario di Clemente VII e di Paolo III, al quale era stato concesso «di costruire un ponticello sul fosso della Balduina» per l’accesso alla villa.
Attualmente, invece, l’accesso - perduto nel 1938 all’epoca della ristampa dello scritto di Gnoli per «tagli operati al monte stesso, tagli che distano dalla costruzione non più di una ventina di metri»- avviene dalla sommità del colle, dalla Balduina, attraverso via Domizia Lucilla da dove la costruzione del casale antico, su tre piani, è parzialmente occultata da una torretta ottocentesca, in mattoni in stile medievale .
La situazione territoriale del sito è stata dunque totalmente compromessa nel Novecento anche nelle sue curve di livello e i mutamenti orografici del colle sono a tutt’oggi verificabili dallo spoglio in successione della cartografia storica che documenta una condizione più o meno immutata fino alla fine dell’800.
Il primo grosso mutamento comincia dunque a prodursi sull’area con la creazione a Roma del cosiddetto ‘Campo trincerato’ che comportò la costruzione sul colle della batteria Bini.
Il Campo trincerato era formato di una cinta e di una linea di opere staccate. La cinta è costituita dalle mura Aureliane sulla riva sinistra, mentre sulla destra la città presenta una cinta bastionata di epoche diverse a corona del Gianicolo e del Vaticano che un tempo si appoggiava anche a Castel Sant’Angelo, mentre, il tratto Belvedere di Vaticano-Castel Sant’Angelo è stato demolito, per lasciar luogo all’ingrandimento della città verso i Prati di Castello. La cinta di riva destra viene così sostituita da una nuova cinta che, staccandosi dal Tevere a Est di Monte Mario, comprenderà il Forte Monte Mario, andrà verso sud, quasi parallelamente alle mura attuali, passando dietro villa Pamphily e raggiungerà il Tevere a valle, presso il ponte della ferrovia proveniente da Civitavecchia. Di questa cinta viene costruito un tratto a destra (fino al Tevere) e uno a sinistra del forte Monte Mario.
Completava il sistema difensivo la realizzazione di 23 forti di prima linea e da 15 batterie di seconda linea, con strade di collegamento, polveriere, magazzini e altre costruzioni accessorie. La riduzione dei fondi comportò però nel tempo un drastico ridimensionamento del programma originario e condusse, nel 1881, all’approvazione di un progetto per la realizzazione di soli 15 forti e 4 batterie le cui denominazioni vennero sancite dal R.D. dell’1/11/1882 .
A mezza costa del monte Ciocci, infatti, sul lato opposto del crinale rispetto al casale e alla strada, è posizionata una costruzione in mattoni ancora praticabile, la così detta BATTERIA BINI, che costituiva uno dei punti nodali della ”Cinta fortificata dal Tevere alla via Aurelia”, progettata nel 1885 per completare il cerchio difensivo a nord-ovest.
Il tratto preservato quasi integro di questa fortificazione è ovviamente quello di Monte Ciocci non solo nella costruzione a mattoni della vera e propria batteria, ma anche nel suo fossato ancora leggibile sul terreno fino al suo innesto su viale delle Medaglie d’Oro (nelle carte storiche: Marrana della Balduina) dove sarebbe auspicabile ricucire, con un passaggio, lo strappo, prodotto dall’apertura di Medaglie d’Oro, tra le aree verdi di Ciocci e del demanio militare.
Tra il 1900 e il 1934 è situabile l’ultima grande trasformazione del paesaggio di questo sito con la costruzione del TRACCIATO FERROVIARIO DELLA ROMA-VITERBO nel tratto che costeggia perimetralmente il colle.

Fonte: http://urbanistica.dol.it/dipartimentoVI/romacapitale/documenti/dettaglio.asp?id_doc=1404