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>>LE BORGATE DEL MUNICIPIO 20 <<

 

 

 

 

 

 

 

 

 



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Introduzione
Prima Porta e Labaro sono sorte fuori del Piano regolatore e sono considerate borgate 'storiche'. Cresciute spontaneamente lungo la via Flaminia, la prima sulle pendici di una collina e la seconda a fondo valle, fino agli anni '30 erano abitate solo da coloni e braccianti agricoli della tenuta Cartoni.

cartoni

 

 

 

 

 

 

La campagna era costellata di casali e case rurali per la gestione agricola del territorio. Con la nascita delle fornaci lungo la Via Flaminia, iniziò l'insediamento degli operai delle fornaci stesse. Negli anni '50, la costruzione della diga di Castel Giubileo, produce uno sviluppo massiccio di questi insediamenti, specie a Labaro. Con il boom degli anni '60 si ha un ulteriore sviluppo di queste aree. Sia la Flaminia che la Cassia fungono da assi di collegamento tra i vari nuclei insediativi discontinui, ben separati e caratterizzati autonomamente.

L'agro romano


torrettaNell'antichità l'area metropolitana a nord-Ovest di Roma abbracciava popolazioni insediate lungo le direttrici delle vie Cassia e Clodia e la Flaminia e Tiberina, arterie viarie custodi di valori caratteristici e propri dell'antico agro romano ed etrusco. I confini di questo territorio sono segnati a nord ovest dai monti Curniculensi e Sabatini costituiti da tufi e lava. e presentano la morfologia tipica dei vulcani. Alla confluenza del fiume della Valchetta che scende dalle voragini di Veio prende sede l'antico insediamento di Prima Porta, di fatto nell'ambito del comprensorio veiente. La campagna romana è stata testimone di un processo storico in continuo divenire; un processo ricco di valenze paesistiche, archeologiche e storiche che a nord di Roma, in cui si è configurata nel corso del tempo, porta i segni di questa trasformazione. Purtroppo quello che si presenta oggi di quello che un tempo era l'Agro romano, in questa come in altre parti della città in cui si estendeva, è un ambiente in molte sue parti stravolto. I segni del verde e dell'architettura come tombe, casali, strade, ponti, boschi, filari di frassini e di pini sono stati cancellati dall'avanzare incontrollato dell'inurbamento, dell'incuria e dell'abbandono. Testimonianze di questa campagna silenziosa sono oggi i ruderi delle torri di avvistamento, dimenticate tra i nuovi agglomerati urbani che ne cancellano il contesto naturale in cui sorsero imponenti : la torretta di Prima Porta, la caratteristica torre di Porta Pertusa con le sue fasce bianche di calcare, che la rendono ancora singolare.

 

pertusaQueste torri che per secoli sono state le sentinelle di una campagna verde e silenziosa , sembrano avviate verso un declino inarrestabile." Si pensi pertanto a conservare gelosamente questi ruderi dell'arte e della poesia; sia perché hanno aspetto pittoresco, sia perché appartengono alla storia; e col tempo, la posterità dimanderà conto alla presente generazione del non aver arrestato e posto fine ai guasti dovuti all'ignoranza dei loro predecessori", diceva il Tomassetti parlando della campagna romana. Si era nell'800 quando nell'Agro romano esistevano alcune centinaia di latifondi dette "tenute" (411 nel 1890), ognuno dei quali gravitava su un casale consistente in un edificio quadrangolare con vasto cortile interno, situato generalmente in posizione elevata o presso una fonte. Queste costruzioni che spesso erano fornite di torri e bastioni, tuttora visibili nel paesaggio dell'agro romano hanno costituito anche per Prima Porta e Labaro il nucleo intorno al quale si sono formate i centri abitati e le borgate.

 

torreNascita e sviluppo delle borgate di Labaro e di Prima Porta.
L'abitato di Labaro - Prima Porta raggiunge complessivamente l'estensione di 6.670 ettari , in particolare Labaro da sola occupa uno spazio di 9.139.772 mq., ed è delimitato lungo l'asse della Via Flaminia dalla piana del Tevere, a sud dalla zona di Grottarossa, e, in piccola parte, dalla Tomba di Nerone, ad ovest dalla via Giustiniana. Lo sviluppo dell'insediamento urbano di Roma, e in particolare dell'espansione edilizia abusiva, fa nascere anche a nord della città abitati che, sorti fuori dal piano regolatore, danno origine alla borgata di Labaro - Prima Porta. Diversamente dalle altre borgate sorte a Roma, la borgata di Labaro - Prima Porta, sviluppatasi in maniera autonoma ed arbitraria sulla collina, non si presenta come abitato dormitorio, in quanto assolve sia la funzione di luogo di lavoro che di luogo di abitazione. Infatti gli abitanti, che vi andarono ad abitare avevano già, nella maggior parte dei casi, una occupazione sul luogo o erano in grado di potersela procurare. Erano operai o contadini che, grazie all'ausilio di parenti ed amici già residenti in zona ed occupati, riuscirono a procurarsi il lavoro in zona. Gli abitanti di Labaro, dopo un regolare acquisto di porzioni di terreno, si insediarono nella borgata costruendo spesso da soli le loro case in muratura con i servizi essenziali, divenendone proprietari.

Primo insediamento
La borgata ha origine intorno agli anni '30 con l'insediamento dei lavoratori della tenuta Cartoni. Le case coloniche della tenuta formano una unità organica ben precisa. L'attività degli abitanti era allora ancorata all'attività primaria e Labaro offriva un panorama tipicamente agricolo. Sono presenti a Via Rubra villini di agiati romani non lontane dal Mausoleo La Celsa, tuttora inserito nel parco di una villa privata. La popolazione residente era allora di 200 unità.
Secondo insediamento
Il secondo insediamento si forma intorno agli anni '40 con la costruzione in zona della industria delle fornaci, che per la lavorazione dei laterizi utilizzerà l'abbondante terra argillosa e l'acqua del Tevere. I fornaciai si stabiliscono definitivamente lungo via del Labaro. Questo insediamento permette facilità di comunicazione con il centro di Roma, che si raggiunge in pochi minuti con il trenino Roma Nord. In questa fase è Roma a gravitare su Labaro. fornaciGli altri fornaciai non residenti nella borgata raggiungevano infatti facilmente la fabbrica da Roma con il trenino. La popolazione residente raggiunge all'epoca circa 400 unità ed alloggia in case distinti in tre nuclei diversi:
- un primo nucleo lungo le attuali Via del Labaro e via Costantiniana,
- un secondo nucleo composto da abitati colonici dei braccianti agricoli della tenuta Cartoni,
- un terzo nucleo a ridosso della Via Flaminia abitato dagli operai delle fornaci che sorgevano tra la via Flaminia e il fiume Tevere.
Di questi insediamenti solo i primi due hanno conservato la loro fisionomia originaria, mentre il terzo nucleo ha subito consistenti trasformazioni a causa dell'avanzata della speculazione edilizia. Il nucleo abitativo comincia ad intensificarsi verso la fine del secondo conflitto mondiale, quando molti profughi ciociari, abruzzesi e abitanti delle campagne affluirono a Labaro e ancora di più a Prima Porta, che già si presentava come borgata consolidata. Al termine della guerra con gli anni della ricostruzione ci fu un grande sviluppo dell'attività edilizia ed una ondata di immigrati manovali e muratori provenienti dal sud dell'Italia affluirono a Labaro. Per necessità furono costretti a diventare abusivi acquistando, fuori dal piano regolatore e fuori legge da alcuni grossi proprietari un piccolo lotto di terreno per costruirsi da soli e gradualmente un alloggio. Da qui ha origine la borgata abusiva
Terzo insediamento
Il terzo insediamento urbano risale agli anni '50 con la costruzione sul Tevere della diga di Castel Giubileo, ad opera della SIT (Società Idroelettrica Tevere) ora ENEL a cui lavorarono anche operai provenienti dalla provincia di Terni. Ad opera ultimata, questi si stabilirono in maniera definitiva a Labaro e si unirono al nucleo abitativo che si era già insediato lungo la via omonima. A quest'epoca risalgono le prime lottizzazioni che danno l'avvio al consistente espandersi della borgata della parte interessata all'insediamento. Il numero degli abitanti arriva a circa 1584 unità e negli anni '60 raggiunge 5.765 abitanti. Quasi tutti i lotti disponibili vennero edificati e si passò ad una nuova lottizzazione delle aree più vaste e già edificate. In questi ultimi decenni lo sviluppo dell'insediamento è avvenuto in senso verticale. Le piccole casette ad un piano si trasformano e si alzano di altri piani e vengono completate internamente. Originariamente c'era un solo vano che spesso fungeva da casa. Dagli anni '60 ad oggi l'attività edilizia a Labaro e a prima Porta è continuata freneticamente. Nel 1971 il censimento di Labaro conta 8.582 abitanti residenti. La popolazione extra-urbana della XX Circoscrizione risiede infatti con valori percentuali molto alti nell'agro romano. Le più grandi concentrazioni di popolazione si riscontrano oggi negli agglomerati della Storta e di Prima Porta: circa 20.000 dei 37.000 abitanti della fascia extra urbana. Labaro e Prima Porta in particolare registrano il valore più alto dell'intera fascia in oggetto con circa 13.000 abitanti. Intorno ai nuclei di Prima Porta e Labaro si è sviluppata l'iniziativa abusiva tipica dell'area romana. Le borgate di nuova formazione come Santa Cornelia e Via Sacrofanese costituiscono un ambito di espansione edilizia abusiva molto aderente alla realtà romana ed in continuo accrescimento.

fonte:
http://rmac.arch.uniroma3.it/Master/casistud/Labaro/IpertestoCAAD/Ipertesto/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 

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