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Storia >>IL IV MUNICIPIO<< di Mario Ierardi 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1 . Aspetti territoriali, demografici ed urbanistici
Dal punto di vista territoriale il IV Municipio è vasto più di 9781 ettari e si colloca tra il Tevere, l'Aniene, la via Nomentana e la via Salaria. Il territorio è stato interessato dai fenomeni vulcanici che si verificarono centinaia di migliaia di anni fa per opera dei Monti Sabatini e dei Vulcani Albani, ma un contributo significativo deriva dall'opera erosiva esercitata dal fiume Tevere, ed Aniene e dai numerosi fossi . Il territorio municipale appare abitato fin da epoca molto antica: resti fossili risalenti a più di 700.000 anni fa sono stati ritrovati in una zona della Bufalotta, mentre altri reperti di epoca più recente (200.000 anni fa) sono stati rinvenuti nella località denominata Monte delle Gioie (odierno scalo ferroviario della Serpentara), e Sacco Pastore (attuale Via Val di Nievole, 120.000- 80.000 anni fa).

2. Gli antichi insediamenti: Crustumerium, Fidene e l'ascesa di Roma.
Tra i centri più importanti del Lazio antico dobbiamo citare Crustumerium e Fidenae. Queste città sono state oggetto di scavi negli ultimi anni del secolo scorso portando alla luce numerosi corredi funebri, nonostante le depredazioni dei tombaroli. All'atto della fondazione di Roma (753 a.C), Fidene era un centro già florido che sfruttava le vie di comunicazione fluviali e terrestri. In particolare con la presa di Cenina (ponte Mammolo), del territorio di Ficulea (tra la Nomentana e il Grande Raccordo Anulare), di Crustumerium (nel settore N-E della Salaria) e con le assegnazioni di territori dell'agro di Fidene ai clienti della gens Claudia, - nonché con la battaglia sul fiume Cremera - si era cercato , come ritenne il Sozi , di isolare e accerchiare la città di Fidene da Veio e dalle importanti vie di comunicazione fluviali (Tevere) e terrestri (Via Salaria). Per contrastare i Romani, Fidene si era alleata con l'etrusca Veio ma, nel 474 a seguito dell'armistizio quarantennale tra Roma e Veio, fu prima occupata da una guarnigione romana per poi essere conquistata, saccheggiata e data alle fiamme dai Romani (436-435 a.C.). La città divenne un municipium di Roma e parte degli abitanti cadde in schiavitù. Per ricostruire le mura ed alcuni edifici che erano stati distrutti dopo l'incendio gallico, i Romani fecero affluire da Fidene una grossa quantità di pietre di tufo. Con la caduta di Fidene, l'Urbe riuscì a porsi in una posizione favorevole nella lotta contro Veio. Tuttavia, i Romani impiegarono dieci anni (406-396 a.C.) per conquistare Veio, che venne definita la "Troia etrusca". Per quanto riguarda Fidene, il Coarelli ha evidenziato che in epoca tardo-repubblicana la città aveva perso gran parte della sua importanza perché da un passo di Strabone si evince che Fidene, insieme a Gabii e a Labici, viene posta come esempio di città ridotta a villaggio. Questo fenomeno va posto in relazione con la crisi della piccola proprietà agricola e con la crescita del latifondo nella zona posta tra l'antica via Ficulea (Nomentana) e la Salaria. In epoca imperiale negli ampi latifondi, al cui centro si collocavano le ville, della zona di Monte Sacro, Fidene, Vigne Nuove, Bufalotta, Prati Fiscali, Serpentara, Tor S. Giovanni, Settebagni, Castel Giubileo e Magliana furono rinvenute delle aziende agricole dove si coltivavano alberi da frutto, fiori, grano, ortaggi, ulivi e viti.

3. Il periodo imperiale.
In epoca imperiale la zona di Montesacro raggiunse il pieno sviluppo dal punto di vista economico-residenziale, ma i prodomi di questo fenomeno risalgono agli ultimi due secoli della Repubblica. La rete viaria era cresciuta in modo intensivo e lungo i suoi percorsi erano state costruite svariate ville usate per scopi agricoli e come dimore permanenti o temporanee. Tra le numerose ville della zona montesacrina una delle più importanti è quella del liberto Faonte. Nel corso degli scavi condotti nel sito venne alla luce un'urna funeraria con incisa un'iscrizione dedicata a Claudia Egloge. Essa era stata la nutrice di Nerone ed insieme ad Atte aveva raccolto il corpo dell'imperatore per poi trasportarlo nella tomba dei Domizi. Questa villa secondo alcuni studiosi, deve essere identificata con la villa di Faonte. Al riguardo Svetonio ci informa che questo liberto consigliò a Nerone di rifugiarsi nella sua villa per sfuggire all'ira dei partigiani di Galba. Sopraggiunti quest'ultimi l'imperatore decise di suicidarsi ficcandosi un pugnale in gola, aiutato da Epafrodido. Da Svetonio apprendiamo che l'edificio si trovava tra la via Nomentana e la Salaria e con precisione, secondo l'identificazione effettuata dagli archeologi, in via Passo del Turchino, (Svetonio, Vita di Nerone, 48-49). La villa doveva essere di grandi dimensioni ed era suddivisa in due sezioni: una rustica e l'altra abitativa e ad essa era annessa una grande cisterna i cui resti sono ancora visibili. Resti di un'altra grande villa, del I-II sec. d.C, sono visibili in Piazza Monte Torrone, mentre se prendiamo via Lina Cavalieri possiamo vedere un tratto di una antica strada romana.

4. Il Medioevo
La crescita del latifondo determinò lo spopolamento del territorio del IV Municipio, ma i centri di Capobianco, Fidene e Montesacro non risentirono di questo fenomeno. Nell'ambito del nostro distretto un incremento demografico si verificò intorno all'abitato di Castel Giubileo e lungo la via Nomentana all'altezza del luogo del martirio di S. Alessandro. L'estendersi del tessuto abitativo si sviluppò intorno ai nuclei religiosi di S. Michele Arcangelo, Castel Giubileo, S. Alessandro e poi anche intorno ad altre chiese. La motivazione era di natura logistica, economica, religiosa e politica: con la crescita delle invasioni barbariche le chiese diventarono i centri dove la popolazione, che si dedicava all'agricoltura cercava di aggregarsi. Si tentava di costituire dei piccoli nuclei agricoli indipendenti formati da contadini e da piccole guarnigioni di presidio. Si trattava del sistema delle domuscultae che si sviluppò con papa Zaccaria (741-752) e Adriano I (772-795) e contribuì a rafforzare il dominio della Chiesa a scapito della proprietà privata. In molti casi la popolazione riutilizzava, per gli scopi suddetti, gli edifici di epoca imperiale ancora in buone condizioni. Sui resti delle ville presenti nella zona della Marcigliana, Prati Fiscali e della Serpentara sorsero dei casali, ma anche gli altri monumenti e le tombe seguirono una sorte analoga. Un destino diverso subì, invece, il sepolcro romano posto nelle vicinanze di Ponte Salario che fu riutilizzato come torre di guardia per scopi difensivi e di sorveglianza.

5. Verso i giorni nostri: la nascita della "città giardino " e degli altri quartieri
Alla fine del secondo conflitto mondiale per arginare il fenomeno della disoccupazione dilagante lo Stato intervenne con piani di sviluppo dell'edilizia mediante una politica di sgravi fiscali per i costruttori e di abolizione delle tasse sulle aree fabbricabili. L'obiettivo era quello di edificare dei nuovi quartieri popolari nelle zone periferiche demolendo le numerose baracche presenti sulle principali arterie di Roma. Il primo nucleo abitativo della zona di Montesacro fu costruito nel 1919 per iniziativa degli impiegati delle Ferrovie dello Stato. Fu edificato lungo la via Nomentana in direzione dei Prati Fiscali. Per opera del Governatore di Roma Filippo Cremonesi e del Presidente dell'Istituto Case Popolari Alberto Calza Bini venne portato avanti il piano di realizzazione della città-giardino. Si pensava di creare una "Garden city", nella zona montesacrina, che fosse la più grande d'Italia e del mondo. Il modello della città-giardino segue un modello urbanistico di tipo inglese secondo il principio di far usufruire ai cittadini i benefici della città e quelli della campagna cercando di eliminare i corrispettivi disagi.
L'attività costruttiva fu affidata al "Consorzio Città-Giardino Aniene" costituito dall'Istituto Case Popolari e dall'Unione Edilizia Nazionale, su progetto di Gustavo Giovannoni. Nel progetto del Giovannoni si prevedeva che alla testa del Ponte Tazio dovevano sorgere i servizi essenziali della citta-giardino: il parco, l'ufficio postale, il cinema-teatro, i negozi e la chiesa. Intorno a questo nucleo si dovevano costruire le strade alberate, le case (prevalentemente villini) che dovevano essere circondate dal verde dei giardini.
Nel territorio del IV Municipio negli anni '30 e '40 sorsero le borgate di Valmelaina, Cecchina e Tufello, mentre tra gli anni '40 e '50 viene realizzato il Grande Raccordo Anulare. Le prime abitazioni realizzate nel quartiere del Tufello somigliavano molto alle palazzine realizzate nella "garden city" di Montesacro (palazzine di pochi piani immerse nel verde), ma dopo il secondo conflitto mondiale l'edilizia diventa più intensiva: le case diventano più alte e diminuiscono le aree verdi e i cortili. Nel periodo tra gli anni '50 e '60 il fenomeno degenera perché gli spazi si sono ulteriormente ridotti e quindi i piani edilizi prevedono la realizzazione di palazzine anche di 6-7 piani con aree esigue per i giardini e i cortili. Il fenomeno dell'edilizia intensiva coinvolge la stessa "garden city" (alcuni villini demoliti per dar spazio ai palazzoni), il menzionato quartiere del Tufello, ma anche la Bufalotta, Vigne Nuove. Tra gli anni '59 e '62 nasce il quartiere di Montesacro Alto (detto anche quartiere Talenti) nella zona posta tra via Nomentana e via della Bufalotta.
La stesa località dell'antica Fidene fu interessata da questo fenomeno edilizio nonostante il piano regolatore del 1962 che ne prevedeva un'utilizzazione agricola. Nasce, quindi , la borgata Fidene mentre altre palazzine "sorgono come funghi" anche nella zona di Castel Giubileo, mentre continua, dopo il 1962, la crescita del quartiere di via delle Vigne Nuove con la costruzione di case popolari promosse dallo I.A.C.P. (Istituto Autonomo Case Popolari). Negli anni '70 la IV circoscrizione conosce una nuova crescita edilizia non solo lungo l'asse di via Vigne Nuove, ma anche in altri quartieri come Conca d'Oro, Valmelaina, Nuovo Salario e la Serpentara.
Mentre si riusciva a preservare il Parco di Aguzzano, posto nella V circoscrizione ma contiguo anche alla IV sull'asse della via Nomentana, il fenomeno urbanistico non si arrestò nel quartiere Talenti; negli anni tra il 1995 e il 1998 i piani edilizi coinvolsero le grandi estensioni verdi poste tra via Gaspara Stampa, via Nomentana, e via Casal Boccone. Tutto questo creò grossi scompensi nella popolazione residente e non residente - tra quest'ultimi il sottoscritto quando episodicamente ritornava nel quartiere dove aveva vissuto la sua giovinezza- , in quanto gli abitanti di questa zona di Talenti si erano abituati alla secolare pace e tranquillità di queste vaste estensioni che si estendevano intorno alle loro case.
Nei tempi recenti la cresciuta sensibilità verso i problemi ecologici e di salvaguardia del territorio ha posto un freno alla crescita edilizia ed il Comune in cooperazione con la Regione sta portando avanti dei piani di risanamento edilizio, valorizzazione del territorio o di salvaguardia delle "cinture verdi della capitale"; le zone coinvolte nell'ambito del IV distretto sono il Parco della Bufalotta, la zona di Fidene -Valmelaina, Cinquina e Casal Boccone. Attualmente la gestione del sistema delle Aree Naturali Protette nel Comune di Roma spetta all'Ente Regionale "RomaNatura" (istituito nell'aprile del 1998). Tra i diversi parchi naturali che gestisce menzioniamo la Riserva Naturale della Marcigliana (IV Municipio), il Parco Regionale Urbano di Aguzzano e la Riserva Naturale della Valle dell'Aniene (V Municipio)

TESTI CONSULTATI
· COMUNE DI ROMA, La Città Giardino. Una passeggiata nel territorio della IV circoscrizione, Roma, 1996.
· IV CIRCOSCRIZIONE. COMUNE DI ROMA, Le origini. Un museo per la Quarta Circoscrizione, a cura di Brocato P, Buda C. Z, Roma, 1999(?)
· QUILICI - S.QUILICI, Crustumerium, 1980.
· Ultime scoperte a Crustumerium, in "Archeo", anno XIII, n. 8(150), Agosto 1997, pp. 32-39.
· R. BLOCH, La civiltà etrusca, Milano, Xenia, 1994
· L. KELLER, La civiltà etrusca, Milano, Garzanti, 1991
· M. PALLOTTINO, Etruscologia, Milano, Hoepli,1982
· M. TORELLI, Storia degli Etruschi, Roma-Bari, Laterza, 1981
· "Historia", Settembre, 1995, numero speciale: Gli Etruschi il popolo che venne dal futuro
· G. CLEMENTE, Guida alla storia romana, Milano, Mondadori, 1990
· F. COARELLI, Roma, Roma-Bari, Laterza, 1980.
· F. COARELLI, Dintorni di Roma, Bari, Laterza, 1993.
· A.RAVAGLIOLI, Roma anno 2750 ab urbe condita, Roma , Newton & Compton, 1997
· QUILICI-GIGLI, Roma fuori le mura, Newton Compton, 1986
· L. GATTO, L'Italia nel Medioevo: gli italiani e le loro città , Roma, Newton & Compton, 1995
· G. SOZI, Montesacro. Antico e nuovo, Roma, 1994.


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